I monasteri della Bucovina: Putna, Suceviţa, Moldoviţa, Voroneţ


Dal  nostro itinerario immaginario attraverso la Romania non potevano mancare i Monasteri della Bucovina, importanti centri religiosi, culturali ed artistici rappresentativi per l'intero Paese.


Situata nel Nord della Moldova romena, al confine con l'Ucraina, la zona della Bucovina (denominazione storica, non geografica e neanche amministrativa) è di una particolare bellezza ed è caratterizzata da un paesaggio spettacolare: colline, montagne, foreste, fiumi fanno da cornice ad una costellazione di monasteri, simili e nello stesso tempo diversi l'uno dall'altro.


In Bucovina è  normale incontrare, la domenica, abitanti vestiti in costumi tradizionali ed è possibile venire a conoscenza delle tradizioni romene secolari, facendo sì che un viaggio in questo territorio acquisisca il significato di un ritorno nel passato.





Vediamo quindi le caratteristiche di ciascuno dei monasteri che vi invitiamo a visitare.

Il Monastero di Putna
Punto cardinale per il Paese, non soltanto dal punto di vista religioso,  ma anche dal punto di vista storico e culturale, il monastero di Putna fu fatto costruire nella sua forma originale dal Principe Ştefan cel Mare (Stefano il Grande), a decorrere dal 1466, e fu consacrato nel 1470. Si racconta che il Principe Ştefan avesse l'abitudine di far costruire, in seguito ad ogni importante vittoria militare, un monastero o una chiesa, in segno di gratitudine per l'aiuto divino.


L'attuale edificio, costruito tra il 1653 ed il 1662, ad opera del Principe Vasile Lupu, sulle fondamenta del monastero originale, è molto più spazioso rispetto ai criteri di quell'epoca, la spiegazione stando nel fatto che il Monastero fu pensato come spazio che custodisse i sepolcri del Principe Ştefan cel Mare e dei suoi familiari. Infatti, la tomba del Principe è diventata attraverso i secoli luogo prediletto di pellegrinaggio dei romeni e dei turisti in genere.


Una tappa obbligatoria è la visita al museo del monastero, che contiene un'impressionante collezione di oggetti di arte medievale che risalgono al periodo di Ştefan e a quello immediatamente successivo.



Il Monastero di Suceviţa 
Costruito nel 1583 con il contributo dei Fratelli Movilă, questo monastero, che dal 2010 fa parte del patrimonio UNESCO, è considerato un vero e proprio "testamento dell'antica arte moldava", poiché è l'ultimo in ordine cronologico (nel 1595) ad essere stato affrescato sia all'interno che all'esterno. Lo stile architettonico è specifico moldavo, con influenze gotiche e bizantine, a cui si aggiungono elementi caratteristici delle chiese  moldave in legno.

Circondato da mura di cinta con la lunghezza di 100 metri, alte 6 metri e spesse 3 metri, il Monastero di Suceviţa sembra una fortezza medievale. Grazie appunto a queste mura, gli affreschi esterni, raffiguranti i momenti delle vite dei santi, si sono conservati in ottimo stato fino ad oggi, sorprendendo per la vivacità dei colori, fra i quali spicca il verde intenso dello sfondo.



Il Monastero di Moldoviţa
Fatto costruire nel 1532 dal Voivoda Petru Rareş sulle fondamenta di un vecchio monastero e fatto dipingere nel 1537, il Monastero di Moldoviţa combina gli elementi dell'arte bizantina con quelli dell'arte gotica, confermando comunque lo stile dei monasteri costruiti durante l'epoca di Ştefan cel Mare. Lo slancio dei dettagli e la grandezza superiore a quella degli altri monasteri della zona sono indizi dell'influenza dell'arte transilvana.
Il tratto caratteristico degli affreschi è l'aspetto molto umano dei santi raffigurati.
All'interno si può notare un ritratto di famiglia del Voivoda Petru Rareş con i suoi familiari.




Il Monastero di Voroneţ 
Inserito nel Patrimonio UNESCO (dal 1993), insieme al Monastero di Moldoviţa, il Monastero di Voroneţ è fra i più famosi obiettivi turistici del Paese, grazie soprattutto al particolare colore azzurro intenso degli affreschi esterni, la cui composizione non è ancora stata scoperta.
Costruito nel 1488, nell'arco di soli quattro mesi, su ordine di Ştefan cel Mare, in ricordo di una vittoria militare contro i turchi, questo monastero è fra i pochi che mantengono l'architettura originale.


L'immensa scena del Giudizio universale dipinta sulla parete occidentale ha fatto sì che a Voroneţ venisse attribuito il sopranome di "Cappella Sistina d'Oriente". 


Concludiamo il nostro itinerario con un invito a scoprire una delle più belle zone della Romania, una terra piena di colori, ricca di storia, cultura e spiritualità. 
Tornate poi a raccontarci la vostra esperienza di viaggio in Bucovina!


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